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GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET “ANTICHE PIETRE” (ALFA MUSIC/EGEA ) Alessandro Carabelli per “Jazzitalia” Ad appena un anno dall'eccellente disco d'esordio, "Latitango", Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet si presentano con questo nuovo pregevole lavoro. Un disco su cui aleggia la memoria e l'eredità della musica di Astor Piazzolla, insuperato maestro del nuovo tango argentino, senza però mancare di originalità e di un tocco di assoluta. personalitàL'insegnamento di Piazzolla viene qui rivissuto con rispetto e passione da un gruppo eterogeneo, vivace, composto da musicisti di alto livello.Rigore e creatività s'intrecciano in un susseguirsi d'emozioni condotte all'insegna dell'eleganza e dell'estrema cura dei particolari. L'intarsio ben congeniato dei suoni riunisce mirabilmente la calda e sensuale scrittura dei temi, arricchiti dalle molteplici colorazioni della musica classica contemporanea, al vigore e all'estro dell'improvvisazione jazzistica.Le composizioni proposte sono colte, ben strutturate, ottimamente orchestrate, ricche di lirismo e di ardite armonizzazioni che portano l'ascoltatore a non stancarsi mai e a stupirsi dinnanzi a scenari sempre nuovi ed inaspettati: dalla travolgente e passionale "La Camorra" a "Tres Minutos con la Realidad", brano sintesi tra il tango e la musica di Stravinsky e Bartòk, dal bellissimo quanto anomalo tango in 5/4 "Terra del Fuoco" al vellutato jazz waltz "Pantaleon".Le doti tecniche dei singoli musicisti sono notevoli; il pianismo di Jodice sa essere travolgente come un fiume in piena, ricco di swing e di vibrante energia o delicato ed ammaliante come in "Moontango"; Soscia, virtuosa accordionista, sa esprimere tutta l'energia e la passione del tango con leggiadria e naturalezza; Angiuli sa tessere al contrabbasso perfette linee armoniche con precisione esemplare; Smimmo e De Rubeis danno un supporto ritmico fantasioso, un cuore pulsante che riesce a far decollare ogni brano con straordinario dinamismo.Complessivamente, l'ottimo affiatamento del gruppo, il perfetto interplay unitamente all'attenzione prestata alle dinamiche e agli arrangiamenti, pongono questo lavoro senza dubbio tra le migliori produzioni jazz ascoltate, e non solo nazionali. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ GIAN FRANCO GRILLI - “SALSA.IT - RECENSIONI CD” In testa alla lista delle novità pubblicate da Alfa Music troviamo “ANTICHE PIETRE” di “GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET”. E’ un’ulteriore produzione che dimostra l’altissimo livello raggiunto da tanti musicisti italiani e, in questo caso, l’originalità nel fondere i linguaggi della musica contemporanea e la tradizione, il tango, il jazz e le musiche africane. Un vero gioiello di note musicali eleganti. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ GUIDO MICHELONI - “ALIAS” INSERTO DE “IL MANIFESTO” - RECENSIONI CD” GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE Il loro ITALIAN TANGO QUARTET,con Giuliana (Fisarmonica), Pino (Piano), Francesco Angiuli (Contrabbasso), Emanuele Smimmo (Batteria),suona il nuevo tango o meglio ancora un tango-jazz fortemente influenzato dalle composizioni, dai timbri, dalle atmosfere dell’ultimo Astor Piazzolla; benchè musica d’ascolto e non di danza, Antiche Pietre,dedicato programmaticamente a viaggi, luoghi, ricordi, evoca comunque un buon sentore di anima tanghera, che si manifesta soprattutto nei brani veloci e in qualche assolo di matrice boppistica. Eccellente la versione dei poco noti “La Camorra III” e “Tres minutos con la realidad” ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ “IL MATTINO - RECENSIONI CD FEDERICO VACALEBRE Giuliana Soscia è brava quanto avvenente e le sue dita corrono sul bandoneon come sul piano con delicata e sensuale naturalezza, a contraltare del lirismo romantico del partenopeo Pino Iodice, che alterna il vibrafono al pianoforte. «Antiche pietre» è il secondo cd (etichetta Alfamusic) dell’Italian Tango Quartet, completato da Francesco Angiuli al doppio basso ed Emanuele Smimmo alla batteria. Oltre il tango dilagante, ma anche oltre il tango-jazz di maniera, l’Itq rintraccia nel «pensiero triste che si balla» le sue origini melodiche italiane, anzi napoletane, ma poi le incrocia con inopinate influenze scozzesi («Kiltango»). Co i brani originali ecco le riprese di «La camorra III» e «Tres minutos con la realidad» di Piazzolla, a cui è dedicato anche «Pantaleon»: tra hard bop, echi di valzer, sorprese bartokiane e inattesi tempi in 5/4 il cd è l’affascinante indicazione di un percorso più che promettente, a patto di osare un poco di più e, magari, accettare la sfida dei suoni contemporanei. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Pregevoli contaminazioni fra ritmi argentini e jazz All’Auditorium del Museo di Villa Floridiana grande successo del Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet MARCO DEL VAGLIO - “GUIDE DI SUPEREVA.IT - CRITICHE” Primo appuntamento con la sezione “Musica senza confini”, nell’ambito della rassegna “L’arte dei luoghi, l’arte dei suoni”, nata dalla collaborazione tra l’Associazione Musicale Maggio della Musica e la Sovrintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e affidata alla direzione artistica di Alberto Maria Ruta. Protagonisti della serata, svoltasi nell’Auditorium adiacente al Museo della Villa Floridiana i componenti del Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet, gruppo formato da Giuliana Soscia (fisarmonica), Pino Jodice (pianoforte), Aldo Vigorito (contrabbasso) e Emanuele Smimmo (batteria). Il programma era prevalentemente rivolto a brani scritti da Giuliana Soscia e Pino Jodice, contenuti nel recentissimo cd “Antiche Pietre” (Alfa Music Records, distribuzione Egea), caratterizzati da sonorità dove il tango presenta contaminazioni tipicamente jazzistiche. In apertura è stato però proposto Seventango, tratto da Latitango, disco uscito lo scorso anno, seguito da Kiltango, dove ai ritmi argentini ed al jazz, si aggiungevano anche echi popolari scozzesi. Prima incursione nel repertorio di Piazzolla con La Camorra 3 (1993), quanto mai evocativo, anche se la sua origine non aveva nulla a che vedere con l’omonima organizzazione criminale. Di nuovo un brano del duo Soscia-Jodice, Passaggio dei Delfini, che iniziava con uno splendido assolo di Aldo Vigorito e vedeva la fisarmonicista al pianoforte (strumento suonato fin da giovanissima e in cui è diplomata) ed il pianista al vibrandoneon, mentre il finale era affidato a Tres Minutos con la Realidad (1997), brano di Piazzolla di carattere stravinskiano. Un breve sguardo sugli interpreti, per sottolineare innanzitutto la straordinaria abilità, come compositori, arrangiatori ed esecutori, di Giuliana Soscia e di Pino Jodice, con quest’ultimo che ha pienamente sfruttato le splendide sonorità dello Steinway a sua disposizione. Altrettanto all’altezza si dimostravano l’ottimo Aldo Vigorito ed il bravissimo Emanuele Smimmo, che completavano un quartetto quanto mai affiatato, in grado di conquistare il numerosissimo pubblico presente. In conclusione uno spettacolo che ha ben aperto “Musica senza confini”, seconda parte de “L’arte dei luoghi, l’arte dei suoni” che ci accompagnerà per tutto il mese di giugno. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET “Latitango” – Splasc (H) CDH 2521.2 GUIDO MICHELONI - “MUSICA JAZZ” “Latitango” del quartetto di Soscia e Jodice presenta invece l'ormai proverbiale connubio tra musica argentina e afroamericana : il quartetto basato sull'interplay fisarmonica-pianoforte-basso-batteria si spinge verso un azzeccato e corposo nuevo tango irrorato da linfa jazzistica, con frequenti uscite solistiche, anche nei brani molto strutturati a firma di Astor Piazzolla; e i classici Otono Porteno, Libertango, Adios nonino non sono mai banali, come invece accade sempre più spesso con i presunti tangueros italici. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET “Latitango” – Splasc (H) CDH 2521.2 GUIDO FESTINESE - “SUONI MODUS” Il primo lavoro segnalato ha un titolo monello e calzante: Latitango. Lo pubblica la Spasc(h) Records (avete letto bene: è scritto così), etichetta molto attenta a documentare il jazz italiano. Latitango è opera di un formidabile quartetto riunito attorno alle figure di Giuliana Soscia, fisarmonicista e compositrice bella e brava, e Pino Jodice: la comune frequentazione di studi televisivi per una volta ha sortito la cosa giusta, ovvero un progetto dedicato al tango, ed in particolare alla figura suprema di questa musica, l’indimenticabile Astor Piazzolla. Su dieci composizioni sei sono sue: ma le quattro ideate da Iodice e Soscia certo non sfigurano, per impatto, con le note dell’argentino. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET “Latitango” – Splasc (H) CDH 2521.2 GERLANDO GATTO - “A PROPOSITO DI JAZZ” Chi segue queste pagine sa bene quanto io ami la commistione tra jazz e tango, una commistione che ha dato frutti assai prelibati come dimostrano le incisioni di Astor Piazzola con Gary Burton e Gerry Mulligan. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE ITALIAN TANGO QUARTET “Latitango” – Splasc (H) CDH 2521.2 ELIO MARRACCI - “JAZZITALIA” Questo quartetto, nato da un'idea della fisarmonicista Giuliana Soscia come risultato di un suo particolarissimo percorso artistico e creativo di molti anni, in collaborazione con Pino Jodice pianista e compositore jazz, valente arrangiatore e direttore d'orchestra, si completa con Francesco Angiuli al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria. Un repertorio interamente dedicato e ispirato al tango argentino con contaminazioni che spaziano dalla musica classica al jazz fino ad arrivare a sonorità contemporanee. L'ensemble dall'ottimo curriculum, vincitore di molteplici premi critici a livello internazionale, composto da musicisti che vantano collaborazioni ad altissimi livelli, ha dato vita a più di un ora di musica in cui l'espressione dei materiali tematici è stata arricchita dal dono della sintesi, particolarmente efficace se si vuole arrivare subito al cuore dell'ascoltatore, senza perdere l'efficacia, né la chiarezza del messaggio. Da quest'opera emerge una band affiatata di indubbia originalità dove il canto spiegato della fisarmonica di Giuliana Soscia, poggia sui morbidi pizzicati del contrabbasso di Francesco Angiuli. Il pianista Pino Jodice sfrutta le doti percussive dello strumento, in concorrenza aperta con il batterista Francesco De Rubeis, musicalissimo elemento trainante del gruppo. Le dieci tracce che compongono la tracklist di questo CD spaziano da "invenzioni" davvero originali sui brani del leggendario Astor Piazzolla, di cui non potevano mancare, in una versione molto particolare, brani famosi come: "Libertango" e "Adiós nonino", dedicata alla morte del padre, ed alcuni pezzi composti da Soscia - Jodice e arrangiati in modo grintoso e irruento dal napoletano Jodice, come "Seventango" e la title track del disco. -----------------------------------------------------------------------------------------------------
FABIO CIMINIERA - “JAZZ CONVENTION” Latitango vede all'opera il quartetto guidato da Giuliana Soscia e Pino Jodice, con la pregevole presenza della ritmica ben calibrata, formata da Francesco Angiuli e Francesco De Rubeis. I suoni e le atmosfere del tango, come lasciano intendere il titolo e la denominazione del quartetto, sono i riferimenti principali del disco. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- SCOTTISH NATIONAL JAZZ ORCHESTRA, MAC ROBERT ARTS CENTRE, STIRLING - SCOTLAND Sunday 2 November 2008 ROB ADAMS Star rating: **** The Scottish National Jazz Orchestra brought some South American sunshine to a dark and frosty Stirling University campus on Sunday, with the music of three composers highlighting different aspects of the band and its guests, including Italian accordionist Giuliana Soscia. Argentinian Astor Piazzolla, the creator of new tango, is the most prominent of these composers and many of his pieces that were featured were already familiar, at least in essence. American arranger Fred Sturm's treatments added heightened senses of humour and drama to Piazzolla's haunting melodies, street scenes and carefully-developed structures and time signature shifts, requiring - and getting - brilliantly attentive, detailed ensemble playing while offering Soscia plenty of opportunity to demonstrate her expressive style. The tender Mumuki, written for Piazzolla's wife Laura, and probably Piazzolla's greatest hit, the highly combustible Libertango were particularly outstanding examples of accordion and orchestra gelling in a set that also included a splendid duet between Soscia and her partner, pianist Pino Iodice, who joined her from the stalls. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- QUEEN’S HALL - EDINBURGH, 14 November 2008 KENNY MATHIESON The Homage to Piazzolla was undeniably impressive, with glorious playing from the enlarged band and Italian accordionist Giuliana Soscia, but I found Fred Sturm's complex arrangements – while easy to admire in their manipulation of musical textures and rhythmic shifts – over-cerebral and uninvolving, as if holding Piazzolla at a distance. The duet between Soscia and pianist Pino Iodice came closest to the authentic feel of the Argentine's music. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Al Polo della Qualità: Giuliana Soscia & Pino Jodice in "Italian Tango Quartet" Marcianise, 10 luglio 2008 GIORGIO RUBERTI Marcianise, giovedì 10 luglio. Secondo appuntamento al Polo della Qualità di Marcianise per la rassegna Polo Jazz Village, che ha visto protagonisti i musicisti del Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet, guidati dalla compositrice Giuliana Soscia alla fisarmonica e dal direttore d’orchestra Pino Jodice al pianoforte. Nella cornice chic del grande cortile dell’ancor più grande centro situato nell’area industriale di Caserta sud, tra passerelle di moda e vetrine di negozi dei migliori marchi del made in Campania, sta avendo luogo questa prima interessante rassegna di musica jazz che ha già visto calcare il palcoscenico il Brad Mehldau Trio lo scorso 5 luglio, e che il prossimo giovedì vedrà protagonista il Wayne Shorter Quartet (ore 21:30, biglietti acquistabili in loco). ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Ankara, 30 Maggio 2008 .(Adnkronos-Cultura - www.e-turchia.com) SUCCESSO AD ANKARA IL "Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet", interprete dello spettacolo dal titolo ''Il Tango da Napoli a Buenos Aires'', è stato di scena di scena al Teatro dell'Opera di Ankara. Un vero e proprio successo. I concerti del quartetto coniugano alla tradizione argentina l'influsso della musica italiana e del jazz. La serata è stata la seconda della rassegna ''Maggio della Musica'', in corso in questi giorni nella capitale turca. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Napoli - Ankara Un Maggio di Musica Ankara, 30 Maggio 2008 MAURIZIO PISCITELLI
Al tango, molto più che una danza, è stato dedicato il secondo concerto, che ha visto sul palco del Teatro dell’Opera il Giuliana soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet. La ripetizione parossistica di pulsazioni ritmiche elementari conferisce ai brani di Piazzola in programma un sapo-re orgiastico, che forse ne attenua l’eleganza, ma ne potenzia la carica vitale. Intensi i momenti in cui i musicisti hanno deciso di svelare il volto mesto del tango, quelli nei quali si smorzano i toni, si placano gli ardori delle percussioni e si dà voce al canto spiegato della fisarmonica di Giuliana Soscia, che poggia sui morbidi pizzicati del contrabbasso di Francesco Angioli, impreziositi dalle luci sapientemente gestite da Salvatore Caccia. Pino Iodice è pianista grintoso, irruente, tutto intento a sfruttare le doti percussive dello strumento, in concorrenza aperta con il batterista Francesco De Rubeis, musicalissimo elemento trainante del gruppo. Nuances jazzistiche e swing mediterraneo si fondono in un gruppo di indubbia originalità, che cerca di sottrarre la musica del Vesuvio alle angherie della oleografia, fra le prime nemiche della città, evidenziando la complessità degli apporti che concorrono a disegnare il profilo della cultura musicale di Napoli, che è terra di incontro, anche di scontro – perchè no? – tra civiltà millenarie che nel dialogo non perdono – anzi rafforzano – la loro identità, per dare vita a nuove fisionomie, nuove forme. La napoletanità, ammesso che esista questa categoria dello spirito, non si annida certo in una pizza e nel mandolino, ma si apre a molteplici letture, è un fenomeno eternamente in progress, come la lava, che scorre, uccide, ma nello stesso tempo crea nuove forme, disegna nuove architetture naturali. Tutta napoletana la seconda parte 41 del programma, piena di espressioni genuine di quella che è ritenuta- a ragione- la cifra della cultura musicale napoletana, la contaminazione. Napoli, terra di contraddizioni, in cui la diversità non si manifesta in distinzioni rigide, bensì in sovrapposizioni e sintesi, trova la sua identità musicale nella straordinaria capacità di unire elementi del jazz e spunti tematici antichi e nuovi, ritmi della sponda Nord dell’Africa e stilemi classici. Doveroso omaggio a Roberto De Simone, che di queste esperienze è pioniere e maestro, una Suite di Villanelle ha riportato alla mente la “Gatta Cenerentola”, la composizione che fin dalla sua prima rappresentazione al Festival di Spoleto del 1976 non ha smesso di far discutere e di appassionare quanti vogliono accostarsi alla cultura di Napoli, ai sorrisi antichi e alle effimere gioie del pre-sente di un popolo oggi duramente messo alla prova da infinite storture. La musica di De Simone è l’archetipo di una tradizione che deve difendersi di continuo da presunti paladini che, pur di accontentare il gusto sempre più sciatto e anonimo del pubblico di massa, non esita a deformare contenuti e forme di una storia nobilissima. De Simone a tutto questo si oppone fieramente e con lo sdegno dell’intellettuale, organico sì, ma fesso no, che sa bene che le cose vanno così, ma la storia, il passato non sono in discussione, occorre solo impegnarsi per difenderli e goderne i benefici effetti. Autentica chicca della serata, il “Latitango” di Jodice e Soscia, in cui l’espressione dei materiali tematici è stata arricchita dal dono della sintesi, particolarmente efficace se si vuole trasformare un discorso in un aforisma, senza perdere in efficacia, né in chiarezza del messaggio. Soddisfatto il pubblico, per una serata “leggera”, che di sicuro per una manciata di minuti almeno ha fatto dimenticare i pestilenziali retaggi di chi ha deturpato il volto di Partenope, tutto intento ad amministrare le proprie fortune, a danno di tutti gli altri. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Monopoli - Latitango, tra tango e jazz PASQUALE RAIMONDO Nel momento in cui un confine assume le vesti di un segno che unisce e divide, non nasce un limite ma un trait d’union. Come nel caso di Latitango, più che un disco, un vero ponte artistico e musicale fra tango e jazz. L’album è a nome di una fisarmonicista famosa quanto brava, Giuliana Soscia, ma ognuno dei singoli musicisti del suo quartetto vanta collaborazioni di alto livello. Basti pensare che arrangiatore del gruppo è il famoso Pino Iodice, musicista capace di spaziare dalle stelle del pop (Mannoia, Mina) agli astri del jazz (Mike Stern, Sheila Jordan). Il contrabbassista del gruppo è il nostro Francesco Angiuli. Partito da Roma, il tour del quartetto toccherà i teatri più importanti d’Italia. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Peekaboo - Giuliana Soscia & Pino Jodice: retrato tanguero L’ultimo lavoro dell’Italian Tango Quartet OLGA CHIEFFI Evocativo, a tratti aereo, sempre raffinatissimo l’ultimo lavoro del GiulianaSoscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet, completato da Francesco Angiuli al contrabbasso e Francesco De Rubeisalla batteria,“Latitango”, prodotto dalla Splash records, presentato in anteprima campana, presso la cantina settecentesca del Roundmidnight di Gianni Penna a Fisciano(Salerno).Dieci i brani, di cui sei gemme di Astor Piazzolla e quattro originali, schizzaticon un aplomb di sapore cameristico, in particolare Otono Porteno, con Giuliana Soscia all’accordeon, ad incastonare preziosi cammei in solo, entro i tracciati collettivi, in uno sfero sempre perfettamente conchiuso,carico di pathos.Il florilegio di opere di Piazzolla fannoparte del sentire di tutti noi, da un incantevole Libertango, il cui segreto stato completamente svelato nella sua introduzione, in cui la Soscia strega l’ascoltatore proprio nel suo offrirgli troppo facili, e in fondo rassicuranti, appigli transtilistici, calandolo in un ideale momento di sintesi tra i molteplici rimandi che la musicista intende riecheggiare nel suo stile, allo struggente Adios Nonino. Stile alla cui riuscita non sono ovviamente estranei lo spiccato senso della tradizione jazzistica simbolo del personale viaggio del pianistaPino Jodice, alla scoperta di due fortissimi radici popolari, quella argentina e quella nero-americana, di cui il tango di Piazzolla si nutre e trae quel profilo cos marcato. Se l’elemento vincente delle interpretazioni, a volte eccessivamente calligrafiche, stato certamente la ricchezza dell’apparato tematico delle opere di Piazzolla, vivificato dal cimento e dall’invenzione di Pino Jodice, nonchè dalla propensione trasparente per un eloquio diretto, in cui la perizia strumentaleprevalsa sullo scavo concettuale e sulla transidiomicit del repertorio tematico, la forza propulsiva del sentire argentino, quella ripetizione ossessiva in progressione, di alcuni temi, quasi a voler significare che il normale fruitore deve ascoltare più volte quella particolare espressione musicale prima di poterla gustare, viene forse un po’ meno nei brani originali, ove il sentire tanguero, simbolo di quel popolo che si messo finalmente in moto, in viaggio, con la sua musica, viene abilmente mixato con l’idioma del moderno mainstream. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- |
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